Il restyling ed ampliamento del ristorante Mizuumi è stato un lavoro che ci ha impiegati per tre anni, fra gli incarichi di interior design e di riqualificazione delle aree esterne.
Punto di riferimento per gli amanti del food giapponese a confine fra alto Varesotto ed il Canton Ticino, il ristorante Mizuumi ha iniziato la sua attività con una sala vetrata sul lago, ai piedi dell’hotel Socrate, condotto dalla medesima gestione.
I recenti cambiamenti nelle abitudini del turismo, che hanno aperto località esotiche alla globalizzazione, hanno portato la gestione alla decisione di chiudere l’hotel e trasformare la sala colazioni in una seconda sala per il ristorante. Il nostro primo incarico è iniziato qui, in condizioni spaziali piuttosto svantaggiose: mentre la sala vetrata possedeva una bellissima vista sul lago, la sala colazioni aveva alcune piccole finestre che affacciavano sulla copertura del ristorante, una spianata affollata di canalizzazioni, canne fumarie, macchine del clima.
E’ stato dunque necessario inventare un espediente architettonico per dare un appeal ad uno spazio che non ne aveva, senza togliere ad esso la suggestione di un affaccio esterno. Da qui la scelta di installare un tendaggio leggero a canne ravvicinate, che avvolgesse senza soluzione di continuità tutta la parete finestrata, nascondendo alla vista le ‘brutture’ in primo piano, ma consentendo alla luce di filtrare e di creare una superficie vibrante dalla forte presenza architettonica. La presenza del lago si intuisce, ma rimane suggerita e non diretta.
Lo sviluppo curvo di una parte delle pareti perimetrali ci ha suggerito poi di continuare con gesti geometrici basati sul cerchio e sull’ellisse, per introdurre coerentemente ambiti di varie dimensioni nello spazio: abbiamo progettato quindi dei privé delimitati da slanciate strutture in ottone e vetro temperato, come delle palizzate/canneti artificiali e luccicanti, in grado di dialogare con le canne verticali della tenda ed in qualche modo con l’acqua.
Queste strutture, varie in forma e capienza, punteggiano la sala come in una danza, lasciando libera gran parte delle restanti pareti perimetrali, per lo più rivestite in vetro e grès effetto quarzite.
Leggere e raffinate, alcune lampade Moooi volteggiano nello spazio, e restano visibili attraverso i privé e dalla bussola di ingresso in vetro grigio.
Il secondo incarico per il ristorante è stato il completamento della veranda, una grande struttura in ferro e vetro posta sul retro del fabbricato, in direzione della Dogana con la Svizzera. La sala era già utilizzata al nostro arrivo, ma era incompleta nella parte alta, nell’allestimento e nell’arredo.
Il progetto si è posto questa volta un dialogo possibile e diretto con la superficie del lago: abbiamo progettato un soffitto dalle proprietà acustiche che bilanciasse il perimetro completamente vetrato della sala, al di sopra del quale si percepisce un materiale specchiante. Il gioco di riflessi accennati e interrotti che il soffitto crea, cita le ondulazioni del pelo dell’acqua quando riflette la terraferma ed il cielo.
Separé vetrati con sostegni progettati su disegno completano lo spazio nella sua essenziale sostanza, lasciando alle viste del lago e delle montagne circostanti il compito di decorare le pareti perimetrali delle vetrate.
Un banco bar centrale rivestito in vetro canettato ed un ingresso segnato da cantine vino a tutt’altezza rappresentano l’eccezione alla regola del vuoto e della leggerezza, mentre il parapetto vetrato esterno sul perimetro della veranda consente di utilizzare per la somministrazione anche il basamento dell’edificio.
La terza sala su cui abbiamo lavorato è la taverna: l’originale piano seminterrato del fabbricato del vecchio hotel, uno spazio voltato affascinante, ma molto basso, e privo di qualsiasi veduta.
Questa sala è stata oggetto di un restyling leggero, caratterizzato dalla volontà della Committente di mantenere inalterate le volte con mattoni a vista, e dalla creazione di un nuovo allestimento/apparato luminoso in grado di dare carattere e magia allo spazio. Una stellata di lampade Bella di Panzeri punteggia delicatamente le volte, appesa a filiformi archi in metallo su disegno, creando un’atmosfera calda, raccolta ed accogliente.
Le pareti perimetrali sono state insonorizzate da un decoro a canne verticali alternato a specchi e da gole di luce indiretta.
All’esterno, un aspetto poco curato degli spazi, accostato ad alcune vecchie dotazioni inadeguate risalenti all’hotel ormai chiuso, caratterizzavano le aree di pertinenza del ristorante. Attualmente è in corso di realizzazione il progetto di sistemazione dell’ingresso e di alcuni spazi esterni.
Il progetto si compone di diversi elementi, volti a segnalare, fin dalla strada, la presenza e l’accesso al ristorante, per poi proseguire ed enfatizzare tutto il percorso fino alla porta di ingresso. Così un totem luminoso accoglie e segnala da lontano la presenza dell’attività; ad esso si accompagnano, in secondo piano, i due ‘propilei’ luminosi posti ai lati del vialetto di ingresso, che segnano l’accesso al parcheggio e inquadrano la prospettiva verso l’edificio.
All’interno dell’area di parcheggio, i nuovi muretti lungo lago ed il muro a confine con i parcheggi della Dogana vengono rivestiti in grès con effetto pietra scanalata e, insieme ad un nuovo sistema di illuminazione, creano il canale visivo che conduce l’occhio verso l’edifico del ristorante, ove un’istallazione luminosa costituita da 5 vele di altezza decrescente svela la presenza di un giardino e l’inizio della nuova pensilina, che segna il rinnovato ingresso.
design by sabrina gallini and simone marchiorato
photos by sgsm studio