MURA

MURA

Corso Europa 85, Rho
2017-2018


Fra i primi a vedere la luce nel 2018, MURA ha avuto una progettazione e realizzazione intense nel corso di tutto il 2017.

L’occasione unica di operare in uno spazio ricco di memoria e di magia, e dalla rara conformazione spaziale (una scatola rettangolare vuota, alta di più di 7 metri), è stata il motore che ci ha incoraggiati ad osare un’architettura forte e di grande impatto.

La nuova attività ha infatti ridato vita alle sale di una vecchia palazzina liberty, in passato sede del dopolavoro operaio di una grande fabbrica adiacente. 

Gli ampi spazi che caratterizzano il fabbricato, le alte arcate e la struttura muraria in mattoni sono rimasti inalterati e ben leggibili, diventando la ‘scatola’ entro la quale la fantasia del mondo orientale ha trovato una sua magica declinazione.

Tre grandi sale in reciproca continuità visiva contraddistinguono il locale, e ognuna di esse interpreta un’elemento della natura in funzione delle proporzioni dell’involucro che la contiene.

La sala centrale, alta più di sette metri, è stata pensata come la sala dell’Aria: è contraddistinta da un alto soffitto rivestito da doghe composte in vele che sembrano gonfiarsi e rilasciarsi come se fossero spinte dal vento. L’illuminazione dorata fluttua nello spazio sospesa ed aleggia sui tavoli dando una sensazione di grande leggerezza. I tavoli sono schermati da leggeri separé in legno e lamina d’oro i cui riflessi ricordano il movimento di canneti ondeggianti.

Ai lati della grande sala centrale vi sono due sale laterali frutto di aggiunte successive al fabbricato originario, contraddistinte da proporzioni e caratteristiche spaziali diverse. 

La sala di destra è stata chiamata la sala della Terra e dell’Acqua ed è contraddistinta da un soffitto scuro in fibra di legno sul quale galleggiano come ninfee 12 lampadari circolari. Lo spazio è suddiviso in piccole celle-privé, ciascuna contraddistinta da disegni di pesci e specchi d’acqua che rievocano la quiete dei giardini e dei padiglioni del tè giapponesi. Tutto in questa sala è statico e calmo, sicuro come la terra. 

La sala di sinistra, infine, viene detta sala della Luce. Le alte pareti ed il soffitto sono infatti quasi completamente vetrati: su di esse si riflettono all’infinito le luci della sala che si perdono sullo sfondo del cielo. Durante il giorno la sala offre, data la sua esposizione ad est, una particolare e gradevole luminosità rievocando lo spazio di una antica serra.

Durante il progetto, pensando alla sala centrale come ad un tempio, alla sala di destra come ad un agglomerato di case, e a quella di sinistra come alla campagna con i suoi orti e giardini, abbiamo immaginato al tutto come ad un villaggio ‘smontato’ nei suoi elementi costitutivi: ecco perchè del nome MURA, che in giapponese significa ‘villaggio’.

design by sabrina gallini and simone marchiorato
photos by stefano lucini and sabrina gallini

immagine progetto ristorante MURA by sabrina gallini e simone marchiorato, sgsm studio
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immagine progetto ristorante MURA by sabrina gallini e simone marchiorato, sgsm studio
immagine progetto ristorante MURA by sabrina gallini e simone marchiorato, sgsm studio
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